IMMAGINI |
![]() |
![]() |
Itinerario di una giornata alla scoperta dell'entroterra del Tigullio Orientale. Arrivando a Borzonasca , in località Borzone, si visita l'Abbazia di Sant'Andrea con la torre campanaria eretta nel XIII sec. per poi proseguire fino a Santo Stefano d'Aveto ( 1017m) . Sulla via del ritorno verso Chiavari è possibile visitare Giardino Botanico appenninico “Federico Delpino” in località Passo del Bocco a Mezzanego dove si può integrare il percorso con il "Sentiero Natura".
Con partenza da Chiavari o Lavagna, si prende la SP 225 (partendo da Chiavari) o la SP 33 (partendo da Lavagna) in direzione Carasco dove si imbocca la SP 586 della Val d’Aveto fino a Borzonasca.
Seguire le indicazioni per Borzone fino all’ABBAZIA DI SANT’ANDREA, un prezioso gioiello di arte medievale in stile gotico romanico.
Eretta in un luogo solitario e magico, racchiusa fra secolari cipressi, probabilmente tra il VII e l’VIII sec., su un precedente castrum bizantino, in origine dipese dal Monastero di San Colombano di Bobbio.
Ugone della Volta, arcivescovo di Genova, la elevò ad abbazia e l’affidò (1184) ai monaci Benedettini che vi risiedettero fino al 1535. Nel corso dei secoli subì numerose trasformazioni, ma è stato accertato che la maggior parte del complesso religioso risale alla metà del duecento. Dichiarata monumento nazionale (1910), è gestita dalla Curia vescovile della Diocesi di Chiavari e dalla parrocchia di Borzonasca. Singolare è la tecnica costruttiva utilizzata, in quanto furono usati pietre e laterizi, materiali estranei alle tradizioni edilizie liguri in cui prevalevano soprattutto ardesia e marmo.
La chiesa sorge stretta fra la torre campanaria a sud e la cosiddetta sacrestia nuova, edificio appoggiato al presbiterio, a nord. La facciata e i muri perimetrali, sia all’esterno sia all’interno, in pietra e mattoni, corrispondono probabilmente alla costruzione originaria. Interventi decorativi e portanti, effettuati nel 1704, determinarono una notevole trasformazione della chiesa.
Nel presbiterio si trova un bel tabernacolo in ardesia (1513), mentre il polittico raffigurante Sant’Andrea, Santi e Calvario (1484), attribuito a Giovanni da Barbagelata o a Carlo Braccesco artisti della scuola genovese, è stato trasferito nel Museo Diocesano di Chiavari.
Nell’area presbiteriale è stata rinvenuta una cella benedettina (XI sec.). Nella fiancata sud vi è un portale, che consentiva ai monaci di accedere alla chiesa all’altezza del presbiterio.
La torre campanaria, eretta nel XIII sec., possiede una base di conci bugnati in arenaria di grosse dimensioni. Nel complesso vi sono anche una casa colonica, una canonica, sedi della comunità monastica, e una foresteria più tarda (XIX sec.), che prospettano sui resti di un chiostro giardino dove vi sono rimasti alcuni pilastri ottagonali.
Si torna quindi sulla SP 856 e si prosegue fino a SANTO STEFANO D’AVETO.
Questa località montana (1017m) situata nella parte più settentrionale della valle, quasi al confine con l’Emilia, è il centro maggiore della Val d’Aveto.
Adagiato tra montagne ricoperte da faggete in una conca alpestre dominata dal Monte Maggiorasca (1799 m.), centro di primaria importanza sin dall’alto medio evo, presenta una struttura fortilizia. Conserva la Chiesa Parrocchiale dei Santi Stefano e Maria (1928), isolata rispetto al paese.
Nell’interno vi è sull’altare maggiore un quadro raffigurante la Madonna di Guadalupe. Santo Stefano d’Aveto conserva inoltre il Castello (XII sec.) appartenuto prima ai Malaspina, poi ai Fieschi e infine ai Doria.
Il Touring Club Italiano lo ha insignito della Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale creato per valorizzare e far conoscere meglio i borghi dell’entroterra italiano (11 sono in Liguria). Sulla via del ritorno verso Chiavari o Lavagna (con deviazione dalla SP 586 prendendo la SP 49 fino alla confluenza con la SP 26bis) si può prevedere la visita al Giardino Botanico appenninico “Federico Delpino”, un vero e proprio Bosco Giardino realizzato dal Parco dell’Aveto in località Passo del Bocco (956 m s.l.m.) a Mezzanego, proprio nelle vicinanze del rifugio, posto tappa dell’Alta Via dei Monti Liguri.
Qui, oltre a vivere un’interessante esperienza naturalistica proposta in maniera semplice e divulgativa, si può godere di una tranquilla passeggiata nel verde integrando il percorso con il Sentiero Natura posto presso il vicino Laghetto del Bocco, dove si possono osservare piante e animali legati agli ambienti umidi.

italiano
english 



Tags: 
