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Scolpita nella pietra per ricordarne i valori, i tanti eroismi quotidiani e gli enormi sacrifici nella riconquista della libertà. Alla memoria della Resistenza e delle vite stroncate dalla barbarie nazifascista tra i partigiani e le popolazioni che li sostenevano la Provincia - che con il presidente Alessandro Repetto e gli altri amministratori parteciperà alle cerimonie istituzionali genovesi per il 25 aprile – rende omaggio con la deposizione di corone ai cippi, alle lapidi e ai monumenti che in tutto il territorio dalla valle Stura alle valli del ponente alla Val Polcevera, nella VI Zona Partigiana fra alta val Bisagno, val Trebbia e val d’Aveto, dalle vallate alla costa del Levante.
Si segnano e celebrano i luoghi dove tanti uomini della Resistenza sacrificarono la vita negli eccidi nazifascisti, dove feroci rappresaglie devastarono con il fuoco e il piombo interi borghi e paesi saccheggiando le case, torturando, deportando o uccidendo gli abitanti catturati nei rastrellamenti.
Nonostante la barbarie delle rappresaglie e il tragico prezzo pagato dalle popolazioni dall’autunno 1943 sino alla primavera del 1945 ogni cascina e casone rimase un rifugio, ogni campanile un punto di osservazione per i combattenti della libertà. E per il sostegno e i sacrifici delle sue popolazioni nella lotta per la libertà la Provincia ha ricevuto il 24 aprile 2009 dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano la medaglia d’oro al merito civile.

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