Per il secondo appuntamento con il Festival Classica in Paradiso è in programma il famoso Stabat Mater di Boccherini, proposto da artisti d'eccezione come Linda Campanella e l’Ensemble d’archi Carlo Coccia. L'evento si terrà sabato 21 aprile a Recco, al Santuario N. S. del Suffragio.
Luigi Boccherini fu grande compositore e virtuoso violoncellista, ma purtroppo la sua produzione resta ancora per la maggior parte sconosciuta, almeno al grande pubblico; un corpo d’opera imponente, di quasi 600 lavori, un’indipendenza ed originalità di pensiero assai rari in quell’epoca, che meriterebbero un riconoscimento ben maggiore.
Nato in una famiglia di musicisti, il giovane Luigi apprese dal padre la tecnica del suo strumento, il violoncello; ben presto rivelò doti prodigiose, tanto che a 14 anni seguì il padre a Vienna, dove cominciò a diventare famoso. Tornato a Lucca divenne primo violoncello nell'orchestra e qualche anno dopo fondò, con altri tre musicisti, il primo quartetto stabile di cui si abbia notizia. Fu poi a Parigi e a Madrid, dove divenne molto famoso; purtroppo, le alterne vicende personali e politiche dei suoi vari mecenati, lo portarono a vivere gli ultimi anni nella miseria più nera, colpito anche da una grave malattia circolatoria.
Notevolissima è la sua produzione da camera: soprattutto i 90 quartetti ed i 113 quintetti per archi (con due violoncelli, un'invenzione esclusiva di Boccherini) divennero emblematici del suo stile. Se la produzione di pagine sacre va ascritta in buona misura alla sua fase giovanile, una significativa eccezione è rappresentata proprio dallo Stabat Mater, del quale Boccherini stese due versioni: la prima nel 1781, per quintetto d’archi e soprano (quella che ascolteremo sabato sera), la seconda nel 1800, sempre per quintetto d’archi ma con la parte vocale suddivisa su tre voci. Nella prima versione, conosciuta in tempi moderni dopo la seconda, la cosa che più stupisce, specie se confrontata a letture musicali quasi coeve come quella di Haydn, è l'atmosfera complessiva intima, più distesa e uniforme, come se la lettura delle singole sezioni del testo di Jacopone da Todi si subordinasse a un atto d'amore che trascende, in una prospettiva più elevata, ogni dettaglio tragico; la musica crea lo spazio di un approdo oltre il dramma terreno, proiettando l'amore umanissimo di Maria nella dimensione superiore di un canto di fede.
Il concerto è ad ingresso libero.

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