Al Galata Museo del Mare dal 18 maggio al 9 settembre è possibile visitare la mostra Doing Things, Going Places Volume III. Gli Argonauti, personale di Arianna Carossa.
Coerentemente con il Port Day, la mostra rappresenta un ideale terzo capitolo della ricerca che Arianna Carossa sta conducendo intorno alla spedizione degli Argonauti.
Il primo volume – esposto in una personale a New York – innescava tangenze fantascientifiche con il mito, mentre il secondo ha preso forma con una pubblicazione di carattere estetico-linguistico – Manual Handbook – sul tema della nautica.
Il volume genovese trova come collegamento con la città la figura di Andrea D´Oria – l´astuto ammiraglio che nel Cinquecento inaugurò la stagione d´oro della Repubblica attraverso le sue imprese per mare e la sapiente strategia politica di alleanza con la monarchia spagnola – idealmente inserito dalla Carossa come immaginario eroe della spedizione di Giasone verso la Colchide.
Il percorso prende avvio dalla saletta dell´arte con un´immagine rivisitata di Andrea D´Oria per poi snodarsi nei luoghi di transito e di flusso del museo, fino a disperdersi nello spazio aperto e impalpabile del cielo sulla terrazza del Mirador.
L´artista – Arianna Carossa
Arianna Carossa (Genova, 1975), vive e lavora tra l´Italia e New York.
Artista inserita pienamente nel circuito internazionale dell´arte contemporanea, ha all´attivo un percorso di continua ricerca e di grandi cambiamenti. A partire da un esordio nella bidimensionalità della pittura, che presto le risulta insufficiente, è arrivata alle ultime esperienze con i mezzi più diversi: dalla scultura materica fino alle composizioni, passando attraverso le grandi installazioni ambientali che giocano con le illusioni ottiche, le sperimentazioni audio e video, gli sviluppi concettuali che hanno portato a interventi sempre più radicali sui libri.
L´opera di Arianna Carossa si sviluppa a ritmi e secondo logiche sempre gestite con esatta misura dall´artista stessa, che fa di questa capacità una sua peculiarità sistematica.
Si tratta di un iter originale e autonomo che le ha permesso numerose esperienze all´estero. Recentemente ha vinto due residenze che la porteranno in Islanda e nuovamente a New York.
Collezioni pubbliche e private ospitano le sue opere.

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